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i-Asperger - the bilingual Blog Posts

it might help / a volte torna utile

Click for English Nel 2006 io e la mia fidanzata di allora abbiamo terminato la nostra relazione. A distanza di circa un anno le è venuto il cancro. Trovandosi in una città per lei sconosciuta, praticamente da sola, ha cercato in me un aiuto per andare a fare gli esami, per andare all’aeroporto quando tornava da sua madre e per i due traslochi che ha dovuto fare in quel periodo. Per un anno, circa, sono stato a sua disposizione quando aveva bisogno di me o anche solo per bere qualcosa o fare quattro chiacchiere. La malattia, come spesso accade, ha iniziato a mostrare i suoi effetti devastanti molto velocemente e,…

ipocondriaco / hypochondriac

Click for English Qualche giorno fa ho parlato al telefono con un amico. Sarebbe in realtà un parente, ma visto che non è di primo grado preferisco considerarlo un amico. Lui è ipocondriaco e prima del Covid-19 stava pensando di intraprendere un percorso per uscire, o almeno gestire, questa paura. Mi diceva che quando lo racconta ai suoi amici, o alla sua fidanzata, si rende conto che chi ascolta mostra un certo livello di comprensione, ma è chiaro che non capisca fino in fondo questo suo disagio, spesso sminuendo con frasi come: “alla fine siamo tutti strani” o “ognuno ha le sue piccole manie” o “poi passa. Ascoltando mi sono…

la lista / the list

Click for English Ho trovato on-line una delle tante liste di caratteristiche della Sindrome di Asperger e ho deciso di elencarle in questo post. Per ognuna di loro commenterò spiegando se sia o meno una parte di me. Cominciamo. – Insolite capacità linguistiche che includono un ampio vocabolario: l’utilizzo di termini non proprio di uso comune mi accompagna fin da quando ero bambino. Oggi è un modo di parlare che uso quando mi trovo in mezzo a persone che so essere in grado di comprendere cosa io dica. Ci sono volte però che uso locuzioni latine o parole desuete e vedo il vuoto negli occhi dell’interlocutore. Quando questo accade, guardo…

è bene ricordare / better remind

Click for English Riconosco, anche senza che mi venga fatto notare, di avere una brutalità spiazzante nel dire le cose, nel rispondere alle domande e nel reagire alle provocazioni, tale da far sentire chi ho davanti una vera nullità. Ovviamente mi accorgo di aver esagerato solo quando, ormai, le parole sono uscite dalla mia bocca e hanno già travolto l’altra persona. Per l’ennesima volta devo dire che Lei ha capito questo mio comportamento, sa che non sono cattivo e, pur essendo vergognosamente permalosa, riesce quasi sempre ad attutire il colpo. Qualche giorno fa le ho esposto una mia teoria in merito ad un post che avevo scritto, e lei mi…

conversation / conversazione

Click for English Credo che uno dei miei comportamenti più fastidiosi sia la mia incapacità di riuscire ad avere una conversazione dai tempi equilibrati. Provo a spiegarmi meglio. Quando inizio a parlare, e cerco di parlare solo di argomenti che mi interessino, il rischio che io non riesca a fermarmi è molto alto. Questo succede perché prima di aprire bocca il discorso è già tutto nella mia mente, ed è stato ripetutamente provato prima di diventare realtà. Per questo motivo le conversazioni “a sorpresa” mi spiazzano. Inoltre il discorso è talmente chiaro nella mia mente che se chi ascolta mi fa una domanda lo/la guardo con immensa sorpresa. La mia…

senso del pericolo / danger

Click for English Dal 1993 al 1996 ho vissuto a Londra. Trovarmi da solo, in una città sconosciuta dove non conoscevo nessuno, mi ha insegnato a sviluppare un senso del pericolo che non avevo. Ho imparato ad ascoltare i rumori dei passi di notte quando camminavo da solo in una strada deserta, a fermarmi e cambiare direzione quando pensavo di essere seguito, ad accorgermi se qualcuno appoggiato ad un muro si muoveva per seguirmi dopo il mio passaggio e a controllare i movimenti dei “sospettati” usando le vetrine dei negozi come specchi. A parte un’aggressione dalla quale non sono riuscito a scappare perché un po’ alticcio, ho sempre portato a…

vicino a me / close to me

Click for English Nell’episodio 10 della stagione 3 di The Good Doctor, una serie TV di cui sicuramente scriverò in un altro post, il Dottor Shaun Murphy, savant, deve recarsi in visita dai suoi genitori perché suo padre, che non gli ha mai voluto bene e lo ha rifiutato, sta morendo a causa di un tumore al pancreas. Il Dottor Murphy ha una fidanzata, Carly e una coinqulina/migliore amica, Lea. Al momento di scegliere chi lo accompagnerà durante il viaggio, oltre al sempre presente Dr Glassman, decide di chiedere a Lea di andare con lui. Ovviamente questa ai più potrà sembrare una scelta sbagliata o, comunque, poco logica…per me invece…

vorrei essere NT / I wish I was NT

Click for English Mi capita spesso di leggere in vari post una frase che suona, più o meno, sempre così: “Ci sono volte in cui mi piacerebbe veramente molto essere NT, perché questo mi permetterebbe di non sentire e di non capire certe cose!” Se leggete questo Blog con una certa frequenza immagino che ormai avrete capito che non mi piacciono le generalizzazioni…anzi, a dirla tutta: non le sopporto proprio! Non mi piace quando si parla di autistici come se fossero degli stupidi e, allo stesso modo, non mi piace quando gli autistici parlano di NT come se questi non capissero nulla. La questione è tutta nelle similtudini. Ogni dove…

people vs me

Click for English Non ho simpatia per le persone che si piangono addosso, forse perché è un comportamento che non ho mai avuto, nemmeno quando ero piccolo. Non posso però negare che sia un meccanismo che si metta in atto quando si è circondati dall’incomprensione generale. Viviamo in una società, quella occidentale fondata sul capitalismo e sul consumismo, che ormai da troppi anni si è dimostrata incapace di accettare la diversità. Per diversità intendo tutto ciò che non è in qualche modo allineato o simile al 50%+1 delle persone che compongono la società. Ogni volta che qualcuno, a qualsiasi età, tenti in modo diretto o indiretto di manifestare un disagio…

fare la differenza / to make the difference

Click for English Qualche settimana fa la mia fidanzata è tornata a lavorare dopo essere stata a casa 15 giorni per il lock down. Io continuo a lavorare da casa, condizione della quale mi trovo dal 29 Febbraio. Tornata a casa dopo il lavoro mi ha detto: “Come è andata oggi? Preferisci quando ci sono o quando non ci sono?”. Ho risposto: “Uguale!”. Superfluo specificare che ci sia rimasta male, però io mi sono limitato a rispondere in modo sincero. Questo non significa che io non sia più contento quando lei è con me, però la sua assenza non porta devastazione e disperazione. Molto probabilmente voi che leggete vi starete…