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Orgoglio Asperger / Asperger Pride

Tempo di lettura / Reading Time 3 min.

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So che ultimamente sono un po’ monotematico nei miei post(s), però da quando ho aperto il blog e bazzico un paio di social network (fortunatamente non Facebook) continuo ad imbattermi in dichiarazioni che faccio veramente fatica a comprendere.
Soprattutto su Instagram è un tripudio di proclami, scritti dagli utenti. che dichiarano quanto siano orgogliosi di essere Asperger o autistici.
Questo tipo di atteggiamento, secondo me è fuorviante e pericoloso perché snatura la natura della persona.
Non bisognerebbe mai dimenticare che prima di tutto siamo esseri umani, tutti, poi siamo Asperger o autistici, perché etichettare gli altri o etichettarsi crea immediatamente una linea di confine, una diversità che poi, subito dopo, viene contrastata come il peggiore di mali quando qualcuno scrive che gli autistici sono persone diverse.
Non bisogna essere orgogliosi di essere autistici, come non bisogna essere orgogliosi di essere gay…bisogna, invece, essere orgogliosi di essere se stessi in quanto esseri umani e in base ai propri comportamenti, perché essere orgogliosi non è il contrario di essere dispiaciuti.
Non ha nemmeno molto senso, sempre secondo me, dire di essere contenti di essere autistici come non avrebbe senso dire di essere contenti di non essere NT (e viceversa). Perché? Perché nessun autistico sa e saprà mai cosa voglia dire essere NT, e nessun NT sa e saprà mai cosa vuol dire essere autistico.
Per questo me la prendo sempre quando qualcuno inzia le frasi con: “Voi Asperger…”.
Noi Asperger? Io da solo dovrei rappresentare l’1% della popolazione diagnosticata solo in Italia? Io faccio già fatica a rappresentare me stesso.
Penso che scrivere: sono orgoglioso di essere Asperger non abbia alcun senso. Meglio sarebbe scrivere: sono orgoglioso di essere me. Anche perché essere orgogliosi di essere se stessi, essendo autistici, è una meta che si raggiunge con dolore e difficoltà, perché fin dall’infanzia la maggior parte delle persone che hai incontrato hanno quasi sicuramente cercato di farti sentire sbagliato.
Siamo, NT e Asperger, tutti una cosa sola: esseri umani con potenziale di miglioramento.


I know that lately I am a bit monothematic in my posts (s), but since I opened the blog and subscribed to a couple of social networks (fortunately not Facebook) I keep running into statements that I really struggle to understand.
Especially on Instagram it is a riot of proclamations, written by users, who declare how proud they are to be Asperger or autistic.
This type of attitude, in my opinion, is misleading and dangerous because it distorts the nature of the person.
We should never forget that first of all we are human beings, all of us, then we are Asperger or autistic, because labeling others or labeling themselves immediately creates a boundary line, a diversity that then, immediately afterwards, is contrasted as the worst of evils when someone writes that autistic people are different.
You don’t have to be proud to be autistic, just like you don’t have to be proud to be gay… instead, you have to be proud to be yourself as a human being and based on your behavior, because being proud is not the opposite of being sorry .
It doesn’t even make much sense, again in my opinion, to say that you are happy to be autistic as it would not make sense to say that you are happy not to be NT (and vice versa).
Why? Because no autistic person knows and will never know what it means to be NT, and no NT knows and will never know what it means to be autistic.
Knowing NT people or autistic people does not mean to know what it means to be one, or that autistics and NTs are all the same.
This is why I always get upset when someone starts sentences with: “You Asperger …”.
We Aspergers?
Should I alone represent 1% of the population diagnosed only in Italy?
I am already struggling to represent myself.
I think that writing: I’m proud to be Asperger doesn’t make any sense.
It would be better to write: I am proud to be me.
Also because being proud of being yourself, being autistic, is a goal that can be reached with pain and difficulty, because since childhood most of the people you met have almost certainly tried to make you feel wrong.
We are, NT and Asperger, one thing and one thing only: human beings with potential to be improved.

Published inB.L.O.G.

One Comment

  1. Elle Elle

    Bellissimo post, complimenti! Sono assolutamente d’accordo con te, e come hai scritto tu anche io faccio fatica a capire le posizioni di molti “militanti” autistici che si trovano sui social. Penso però che queste persone non rappresentano il pensiero della maggior parte della popolazione autistica. Sui social parlano con assiduità di autismo (più o meno) sempre le stesse persone, in Italia forse 20 o 30 persone in tutto (genitori di bambini autistici compresi). Ma tutti gli altri?… L’1% della popolazione italiana adulta si suppone sia autistica (una stima probabilmente per difetto), e queste persone non scrivono sui social e non vi sono rappresentati. Cosa si sa delle loro vite? Cosa pensano del loro autismo (ammesso che abbiano ricevuto una diagnosi)? Sono orgogliosi di essere neurodiversi? … Non sapremo mai rispondere a queste domande.
    Quindi, le affermazioni sull’autismo che leggiamo sui social penso vadano sempre prese con le pinze. Sono posizioni di persone che vogliono farsi vedere e sentire (è un loro diritto) e diffondere il loro pensiero (anche questo è un loro diritto). Sono anche libere di parlare delle loro esperienze di persone autistiche e di dire “la maggior parte degli autistici la pensa come noi e vive vite come le nostre”. Ma noi sappiamo che non è vero. Io li leggo e davvero faccio molta fatica a trovare dei punti in comune, perfino quando raccontano della loro infanzia. Eppure ho una diagnosi di autismo anch’io (Asperger, si diceva una volta). Posso immaginare come possano sentirsi distanti dalle loro posizioni le persone autistiche con un QI più basso, o che vivono in condizioni sociali e familiari diverse.
    Alcune delle caratteristiche dell’autismo sono la difficoltà a riconoscere l’autorità, a inserirsi in un gruppo, e la necessità di mettere sempre le cose in discussione (se non sono d’accordo con quanto affermato dall’ “autorità”). Bene, queste caratteristiche sono tutte ben presenti in me, e quindi non riconosco l’autorità di nessuna persona autistica che si autoproclama portavoce della nostra condizione, e non sento nemmeno la necessità di aggregarmi a qualche “movimento” per la neurodiversità. E continuerò anche (di tanto in tanto) a esprimere qua e là la mia opinione, anche se spesso è così in contrasto con le posizioni che si leggono sui social.
    (A proposito, grazie per ospitarmi nei commenti del tuo blog ^-^ … Avevo anch’io un blog, ma l’ho cancellato definitivamente perché nessuno lo leggeva mai: troppo controcorrente o noioso, forse…). Ciao!

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