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Diversità / Diversity

Tempo di lettura / Reading Time 4 min.

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Ieri ho ricevuto un commento ad un mio post.
Non è il primo che mi arriva ma è sicuramente il primo che argomenta in modo intelligente, e fornendo dati, il suo pensiero senza scrivermi cose poco gentili.
In questo commento, uno dei punti interessanti, è quello che spiega come, in certe gruppi per l’autismo, quando si parli di autismo sia mal tollerata la distinzione tra autismo lieve e autismo grave…come se fossero la stessa cosa: non sono la stessa cosa.
Il problema, come segnala chi scrive il commento, è che si usi la parola autismo come un cerchio che includa una gruppo di persone molto diverse tra loro.
Allora uno potrebbe dire: sono tutti autistici, perché ci sono quelli ad alto funzionamento (Asperger) e quelli non ad alto funzionamento.
Anche questo non basta, perché, e mi rifaccio sempre al commento di ieri, nello stesso insieme le persone possono essere molto diverse.
Io sono un autistico ad alto funzionamento, perché ho un cervello funzionante, pensante e dotato di QI, guido, mi muovo, ho una vita sociale, anche se minima, viaggio, faccio sesso, ho una relazione e ne ho avute in passato, ecc.
Un altro autistico ad altro funzionamento, con cervello funzionante, pensante e dotato di QI, non guisa, non si muove, non ha vita sociale, no viaggia, non fa sesso, non ha una relazione e non ne ha avut in passato, ecc.
Allora perché pretendere di tenere tutti nello stesso insieme?
Non si può, non sarebbe corretto e non avrebbe senso; esattamente come non avrebbe senso farlo con i NeuroTipici.
Ognuno ha le sue peculiarità e, quasi sicuramente, gli autistici ad alto funzionamento hanno delle caratteristiche in comune, ma questo non li rende uguali e, men che meno, li rende uguali agli autistici non ad alto funzionamento, quelli non verbali o con un deficit mentale grave.
Perché quando si parla di autistici il pensiero, l’ho scritto altre volte, vola a Rain Man, ma il personaggio di Dustin Hoffman era quasi gestibile se paragonato ad autistici ancora più gravi.
Non si può pensare che perché abbiamo tutti due gambe, due braccia, una testa, una bocca, un naso e due occhi che siamo tutti uguali.
Non si può pensare che un autistico ed un NT siano uguale.
Non si può pensare che l’autismo lieve e l’autismo grave siano, in fondo, la stessa cosa.
Non lo sono, e personalmente ritengo che non utilizzare questa distinzione possa essere causa di danni in una condizione già piuttosto complicata.
Non vi piace che io scriva questa cosa?
Me ne farò una ragione.


Yesterday I received a comment to my post.
It is not the first that comes to me but it is certainly the first that brings in a clevere way, and by supplying data, his thought without writing me unkind things.
This comment explains how, in certain groups for autism, when talking about autism the distinction between mild autism and serious autism is poorly tolerated … as if they were the same thing: not they are the same thing.
The problem, as the commentator points out, is that the word autism is used as a circle that includes a group of very different people.
Then one could say: they are all autistic, because there are those with high functioning (Asperger) and those not with high functioning.
This is also not enough, because, and I always refer to yesterday’s comment, in the same group, people can be very different.
I am a high functioning autistic, because I have a, independent, thinking and I have a brain and high IQ, I drive, I move, I have a social life, even if minimal, I travel, I have sex, I have a relationship and I have had some in the past, etc. .
Another high functioning autistic, thinking and with high IQ, does not drive, does not move, does not have social life, does not travel, does not have sex, does not have a relationship and has not had any in the past, etc.
So why shall we pretend to keep everyone together?
You can’t, it wouldn’t be correct and it wouldn’t make sense; exactly how it wouldn’t make sense to do it with Neuro Typicals.
Each has its own peculiarities and, almost certainly, high functioning autistic people have characteristics in common, but this does not make them equal and, least of all, it does not make them equal to non-high functioning autistic people, those who are not verbal or with a deficit or mental illness.
Because when it comes to autistic, I have written it before, memories fly to Rain Man, but the character of Dustin Hoffman was almost manageable when compared to even more serious autistic.
We cannot think that because we all have two legs, two arms, a head, a mouth, a nose and two eyes, then we are all the same.
One cannot think that an autistic and an NT are the same.
One cannot think that mild autism and severe autism are basically the same thing.
They are not, and I personally believe that not using this distinction can cause damage in an already rather complicated situation.
Don’t you like me to write this thing?
Whatever…

Published inB.L.O.G.

One Comment

  1. Ciao! Sono l’autrice del commento cui hai fatto riferimento in questo post, e ti ringrazio molto per le parole gentili che hai scritto. Sono contenta che tu abbia chiaramente espresso il tuo pensiero su autismo “lieve” e “grave”: come già sai, la penso esattamente come te.

    Molte persone ad altissimo funzionamento, con una vita sociale, familiare e lavorativa normale, non amano che si parli del loro autismo come “lieve” perché effettivamente soffrono molto, dal momento che la loro neurodiversità non è percepita dagli altri, e anche a causa di molte ipersensibilità sensoriali e ansie che condizionano la loro vita. Sono convinta che si tratti di sofferenza vera e importante, ma… ma l’autismo grave è un’altra cosa.

    E’ vero che spesso le persone con autismo severo e grave ritardo mentale non si rendono pienamente conto della loro condizione, e sono apparentemente più felici di molte persone con autismo “lieve”. Ma è anche vero che si devono accontentare di quello che la vita ha riservato loro: passare quasi tutta l’esistenza con la propria famiglia di origine (o in istituto), fare qualche lavoretto manuale per passare il tempo – ma senza nessuna indipendenza economica – , nessun possibilità di poter decidere del proprio futuro…, e tante altre cosette poco simpatiche che non rientrano nella vita delle persone con autismo “lieve”.

    Quindi secondo me chi parla di autismo ad altissimo funzionamento e conduce una vita pressoché normale, ma dice “la nostra condizione non è lieve” dovrebbe cercare di essere onesto, e pensare se preferirebbe magari scambiare il suo posto con qualche altra persona con autismo severo, o semplicemente scambiare il suo posto con una persona con un funzionamento non così “alto”, che a causa del suo autismo (pur essendo intelligente) non può avere lavoro, né relazioni sentimentali, né vita sociale, né può fare viaggi, o guidare l’auto, o andare in qualche locale, o… o…

    Una volta lessi su un forum una discussione (o era una chat, non ricordo bene) su questo argomento: a un certo punto, una persona molto saggia ed esperta di autismo ha detto: “Ma voi, avete mai visto un caso di autismo severo?”. E’ stato davvero illuminante: forse il punto è proprio questo: molti parlano senza aver mai visto davvero cosa si nasconde nell’altra parte dello spettro. Bisognerebbe provare, e vedere con i propri occhi. Allora probabilmente molte cose verrebbero ridimensionate.

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