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Dritto al punto / Straight to the point

Tempo di lettura / Reading Time 5 min.

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Da quando ho aperto il Blog e i profili social sono stato “aggiunto” da altri Asperger/Autistici che hanno iniziato a seguirmi e a leggere i miei post(s).
Ovviamente, per la regola della reciprocità tipica dei social network, io ho iniziato a seguire loro e devo dire che ci sono alcune cose che ho letto, visto e analizzato che vado ad elencare in questo post.
Ecco ciò che ho visto ripetere più spesso:

1. L’autismo e la Sindrome di Asperger non sono malattie

Ci sono persone, per quanto questo possa sembrarvi incredibile, che passano le loro giornata a scandagliare post, siti internet e articoli di giornale riportandoli nei social network e scrivendo cose come “ecco l’ennnesimo articolo dove si dice che l’autismo è una malattia”. Lo fanno con una rabbia che io, da autistico non comprendo.
La definizione di malattia del vocabolario è: “Anormale condizione dell’organismo (animale o vegetale), causata da alterazioni organiche o funzionali”.
Nessuno ha mai detto, come spesso leggo, che la caratteristica principale di una malattia per essere tale sia “che si possa guarire”.
Quindi, l’Autismo e la Sindrome di Asperger non sono malattie, ma il fatto che qualcuno lo pensi, lo scriva, lo dica…soprattutto se si tratta di qualcuno che non sia dell’ambiente medico scentifico che si occupi dell’argomento, che cosa vi cambia? A me personalmente nulla. Non me ne frega un beneamato che le persone possano pensare che si tratti di malattie; non cambia la mia percezione e la percezione che gli altri, quelli degni di starmi vicino, nei miei confronti. Rispetto il fatto che a qualcuno possa dare fastidio, ma non lo capisco.

2. Non si può dire di essere affetti da autismo

Qui siamo nello stesso territorio del punto 1.
Ora, io capisco il desiderio di accettazione, e lo rispetto, però l’accettazione avviene tramite la capacità di integrarsi e la dimostrazione che si è in grado di vivere in mezzo agli altri il più possibile in armonia con il mondo e con le persone che ci circondano.
Se poi uno dica “affetto da” o meno, spiegatemi che cosa cambia, perché io davvero non lo capisco.

3. Le persone più indicate per parlare di autismo sono gli autistici

Non sono d’accordo, perché sarebbe come dire che le persone più adatte a parlare delle persone di colore siano le persone di colore stesse. Ogni persone è diversa, così come sono diversi gli autistici.
Mario Balotelli può parlare della sua condizione di uomo di colore, ma questo non lo rende uguale ad un Senegalese che migra verso l’occidente attraversando il deserto a piedi e il mare su un gommone.
Se pensiamo che gli autistici siano le persone più indicate per parlare di autismo allora dobbiamo anche dire che “i neri ballano benissimo”, quando è stato ampiamente dimostrato che ci sono dei neri che non sanno fare mezzo passo di danza. Ogni autistico è la persona più indicata per parlare di se stesso e della sua condizione di autistico.

4. Essere autistico è una figata pazzesca

Qui entriamo nel mondo delle frasi meravigliose in perfetto stile Nadia Toffa.
Non è una figata pazzesca. Lo è forse essere autistico come me, che parlo, cammino, lavoro, sono autosufficiente, faccio da mangiare, capisco (anche se a volte a modo mio).
Lo è forse esserlo quando lo sei come gli autistici che lo dicono di loro stessi…allora forse sarebbe più corretto scrivere o dire: “Essere autistico PER ME è una figata pazzesca!”.
Provate a dirlo agli autistici non verbali e ai loro genitori se per loro essere autistici è una figata pazzesca, poi ditemi cosa vi rispondono.

Per adesso mi fermo qui e chiudo dicendo che molte persone dicono un sacco di cose assurde in merito all’autismo, come ho avuto modo di scrivere in un altro post, e mi dispiace quando leggo o sento dire certe cose anche dagli stessi autistici.


Since I opened the Blog and social profiles I have been “added” by other Aspergers / Autistici who have started following me and reading my post (s).
Obviously, by the rule of reciprocity typical of social networks, I started following them and I must say that there are some things that I have read, seen and analyzed that I am going to list in this post.
Here is what I have seen more often:

1. Autism and Asperger Syndrome are not diseases

There are people, as incredible as this may seem, who spend their day fathoming posts, websites and newspaper articles reporting them on social networks and writing things like “here is yet another article where it is said that autism is a disease “. They do it with an anger that I do not understand as an autistic.
The definition of vocabulary disease is: “Abnormal condition of the organism (animal or plant), caused by organic or functional alterations”.
No one has ever said, as I often read, that the main characteristic of a disease to be such is “that it can be cured”.
So, Autism and Asperger’s Syndrome are not diseases, but the fact that someone thinks, writes it, says it … especially if it is someone who is not from the scientific medical environment who deals with the topic , what changes you? To me personally nothing. I don’t give a beloved that people can think it’s about illness; it does not change my perception and the perception that others, those worthy of being close to me, towards me. I respect the fact that someone might be annoyed, but I don’t understand it.

2. You cannot be said to be suffering from autism

Here we are in the same territory as in point 1.
Now, I understand the desire for acceptance, and I respect it, but acceptance takes place through the ability to integrate and the demonstration that you are able to live among others as much as possible in harmony with the world and with the people you surround us.
If one then says “affected by” or not, explain to me what changes, because I really don’t understand it.

3. The most suitable people to talk about autism are autistic

I disagree, because it would be like saying that the most suitable people to talk about black people are black people themselves. Every person is different, just like autistics are different.
Mario Balotelli can talk about his condition as a black man, but this does not make him the same as a Senegalese who migrates to the West by crossing the desert on foot and the sea on a boat.
If we think that autistic people are the most suitable people to talk about autism then we must also say that “black people dance very well”, when it has been widely demonstrated that there are black people who cannot take half a dance step.
Each autistic person is the most suitable person to talk about himself and his autistic condition.

4. Being autistic is so cool

Here we enter the world of wonderful phrases in perfect Nadia Toffa style.
It is not cool. It is perhaps to be autistic like me, that I speak, walk, work, I am self-sufficient, I feed, I understand (even if sometimes in my own way).
Perhaps it is to be so when you are like autistic people who say it about themselves … then perhaps it would be more correct to write or say: “Being autistic for me is cool!”.
Try to tell non-verbal autistic people and their parents if being autistic is cool for them, then tell me what they answer.

For now I will stop here and close by saying that many people say a lot of absurd things about autism, as I have been able to write in another post, and I am sorry when I read or hear certain things also by the autists themselves.

Published inB.L.O.G.

One Comment

  1. Ciao! Leggo saltuariamente il tuo blog, e oggi (se posso) vorrei rispondere al tuo post, perché in qualche modo – avendo scritto anch’io un post su questo argomento – mi sento interpellata. Mi scuso se, per ragioni di privacy, non mi firmo con il mio vero nome.

    Per quanto riguarda il punto 1, a me non piace che si dica che l’autismo è una malattia perché non mi sembra corretto dare a una persona del “malato di mente” solo perché il suo cervello funziona in modo diverso. Il ritardo mentale, quello sì è una malattia, una patologia, e può associarsi in molti casi all’autismo. Ma non sempre. Molte persone autistiche hanno un’intelligenza nella norma o superiore alla media, quindi non mi sembra corretto definirle “malate di mente” solo perché neurodiverse.

    Ad ogni modo, non condivido nemmeno io certe posizioni estremiste presenti in molti “movimenti autistici”. Di autismo si dovrebbe parlare senza dover dire “è così”, “ho ragione io”, “il nostro punto di vista è l’unico giusto”.
    Come hai scritto giustamente tu, “ogni autistico è la persona più indicata per parlare di se stesso e della sua condizione di autistico”. Il suo punto di vista e le sue esperienze possono certo essere utili anche ad altri, ma non è corretto assolutizzare la propria visione dell’autismo e pretendere di farsi portavoce di tutti.

    Nemmeno io mi sento “orgogliosa di essere autistica”. Non lo sono, come non sarei orgogliosa di essere neurotipica se fossi neurotipica. Dovrei essere orgogliosa di essere diversa dagli altri? E perché?… Sono quello che sono, punto e basta. Certo, non mi vergogno di essere autistica e neurodiversa, l’autismo mi ha dato dei punti di forza di cui sento di dover essere grata… ma mi ha dato anche tanti deficit e tante sofferenze: epilessia farmacoresistente, insonnia, linguaggio parlato spesso molto difficoltoso, ipersensibilità sensoriale esasperata, grave ansia, etc. etc… E questi non mi sembrano affatto “doni”.

    Affermare che il “basso funzionamento” è solo delle persone autistiche con ritardo mentale è un altro di quei miti da sfatare: io ho un’intelligenza superiore alla media (non per merito mio, certo), ma ho un “funzionamento” pessimo. Il mio non è un “autismo invisibile”, non occorre che mostri la mia diagnosi perché la gente capisca che ho delle serie difficoltà: la gente lo vede comunque. La vita che posso condurre (anche con tutta la mia buona volontà) è molto al di sotto dello standard normale, e la mia intelligenza può essermi d’aiuto solo per passare più piacevolmente il mio tempo, e non certo per essere “un membro attivo della società”.
    Ad es., molte delle esperienze da te raccontate nel blog e dei tuoi problemi sono lontani anni luce dalla mia vita: la tua esperienza di autismo è diversa dalla mia, perché – sostanzialmente – i nostri autismi sono diversi, anche se siamo entrambi intelligenti.

    Quindi, proprio come dici tu, nemmeno per me “essere autistico è una figata pazzesca”, anzi: nel mio caso direi proprio il contrario. Chi ha un autismo lieve (un’altra parola che non piace a molti movimenti autistici) non può parlare a nome di chi ha un autismo grave o gravissimo, e molto invalidante. E’ stato solo fortunato. Ha avuto il meglio della neurodiversità, e si è risparmiato i deficit più gravi. E secondo me è molto superficiale affermare che la sofferenza delle persone autistiche dipende solo dal modo in cui la società le tratta. Anche nel migliore dei mondi possibili io soffrirei comunque a causa del mio autismo. Chi afferma che è solo colpa della società dei neurotipici, per sua fortuna ha solo un autismo lieve, che in condizioni ottimali può essere una risorsa preziosa e non dare alcuna disabilità.

    Il problema è che si usa un’unica parola – “autismo” – per indicare condizioni davvero diverse tra loro. Il professore universitario genio della matematica e il ragazzo gravemente autistico, con ritardo mentale severo, autolesionistico, epilettico e non verbale che passa la sua vita rinchiuso in comunità… ecco, penso che queste due persone abbiano davvero poco in comune. Eppure meritano entrambe comprensione, rispetto e aiuto.

    Ad ogni modo, nell’ambiente “autistico” non ci sono solo le posizioni estremiste. In lingua inglese ci sono diversi blog scritti da persone autistiche che la pensano in modo diverso. Forse fanno meno rumore e sono meno attivi dei “movimenti per l’orgoglio autistico”, ma ci sono (ora purtroppo non so darti nomi precisi, perché ho letto alcuni di questi blog tempo fa, ma penso che con una veloce ricerca potrai trovarli facilmente).

    Ciao! (spero di aver scritto correttamente il mio pensiero, spesso faccio fatica a esprimermi bene: in pratica volevo dire che sono d’accordo con te, a parte la questione dell’autismo come “malattia” anche per chi non ha ritardo mentale) ^-^

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