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Il mio nome è Khan / My name is Khan (2010)

Tempo di lettura / Reading Time 3 min.

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Rizwan Khan, giovane indiano musulmano affetto dalla Sindrome di Asperger, vive a Mumbai con la madre e il fratello. Quest’ultimo, una volta adulto, si trasferisce negli Stati Uniti dove, alla morte della madre, viene raggiunto da Rizwan. Dopo aver iniziato a lavorare come venditore, Rizwan conosce Mandira, un’indiana Hindu, separata e con un figlio. I due si innamorano e si sposano, ma la loro vita è sconvolta dall’attacco alle Torri Gemelle del 9 Settembre 2001. La famiglia di Khan inizia a subire le persecuzioni razziali degli americani che, senza alcuna motivazione, li identificano come pericolosi. La situazione degenera e il figlio di Mandira rimane ucciso in una rissa a scuola. Rizwan, sfidando le sue difficoltà, decide di incontrare il Presidente degli Stati Uniti per dirgli: “Io non sono un terrorista”.

Pur apprezzando il coraggio di affrontare la Sindrome di Asperger e la bravura del protagonista, la visione di questo film è stata per me molto faticosa per diverse ragioni.
La prima è l’eccessiva durata del film che con le sue 2 ore e 45 minuti sfida la pazienza degli spettatori, la seconda è una sceneggiatura che, pur dimostrando uno studio approfondito della Sindrome, presenta troppe caratteristiche della cultura Bollywood, con molta musica, costumi e tradizioni; in ultimo una certa somiglianza con l’idea di base di Forrest Gump di una persona che riesce a fare, nonostante i suoi limiti, qualsiasi cosa grazie alla fortuna.
La morte del figlio della protagonista mi è sembrato un momento drammatico troppo ricercato per avere una logica, come anche l’incontro con il neo presidente Obama.
Se cercate un film per capire qualcosa di più dei comportamenti che può avere una persona con la Sindrome di Asperger allora Il mio nome è Khan è un film adatto, a patto che filtriate tutto ciò che accade durante tutta la sua durata.

Titolo: Il mio nome è Khan
Anno: 2010
Durata: 265 minuti
Diretto da: Karan Johar
Con: Shah Rukh Khan, Kajol, Sheetal Menon
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Rizwan Khan, a young Muslim Indian with Asperger Syndrome, lives in Mumbai with his mother and brother. His brother, once an adult, moves to the United States where, upon the death of his mother, he is joined by Rizwan. After starting to work as a salesman, Rizwan met Mandira, a Hindu Indian, separated and with a son. The two fall in love and marry, but their lives are turned upside down by the attack on the Twin Towers on September 9, 2001. Khan’s family begins to suffer the racial persecutions of Americans who, without any motivation, identify them as dangerous. The situation deteriorates and Mandira’s son is killed in a school fight. Rizwan, defying his difficulties, decides to meet the President of the United States to tell him: “I am not a terrorist”.

While appreciating the courage to face Asperger’s Syndrome and the skill of the protagonist, the vision of this film has been very tiring for me for many reasons. The first is the excessive length of the film which, with its 2 hours and 45 minutes, challenges the patience of the audience, the second is a screenplay which, while demonstrating a thorough study of the Syndrome, presents too many characteristics of Bollywood culture with a lot of music, costumes and traditions; finally, a certain resemblance to the basic idea of ​​Forrest Gump with a person who manages to do anything, mainly thanks to luck. The death of the protagonist’s son seemed to me to be a dramatic moment too sought after to have any logic, as well as the meeting with the new President Obama. If you are looking for a film to understand something more about the behaviors that a person with Asperger Syndrome can have then My name is Khan is a suitable film, as long as you filter everything that happens throughout its duration.

Title: My name is Khan
Year: 2010
Length: 265 minuti
Directed by: Karan Johar
With: Shah Rukh Khan, Kajol, Sheetal Menon
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Published inFilms/Movies