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kanye west e howard stern

Tempo di lettura / Reading Time 6 min.

Il 31 Maggio 2019 David Letterman ha intervistato Kanye West durante una puntata del suo programma “My next guest needs no introduction”, su Netflix.
Kanye West, 43 anni, è un rapper, cantante e produttore noto anche per essere il marito di Kim Kardashian.
Nel 2018 Kanye West ha dichiarato di essere bipolare. Non ha detto di essere stato diagnosticato, ma considerando di chi stiamo parlando e dell’accesso alle risorse che può avere, diventa difficile dubitare che si sia diagnosticato da solo.
Al momento dell’intervista con Letterman, West era venuto a conoscenza del suo disturbo da 8 mesi e durante la conversazione dice qualcosa come: “Sono solo 8 mesi che lo so è la mia vita sta prendendo una piega completamente diversa. Non posso nemmeno immaginare come sia stata la vita di quelli che lo sanno da sempre”.

Il 31 Maggio 2018, esattamente un anno prima, sempre durante il programma di Letterman, l’intervistato era Howard Stern.
Stern, 66 anni, è un personaggi molto famosi in USA per la sua irriverenza, per il suo non essere politically correct e per una serie di “scandali” generati negli anni. L’attività per cui è maggiormente famoso è quella di DJ radiofonico. Durante l’intervista, Stern, ha raccontatodi aver scoperto, da pochi anni, di avere un disturbo di tipo ossessivo-compulsivo e di aver considerato, praticamente da sempre, assolutamente normale il fatto di toccare le cose (come fa il Detective Monk nel telefilm) o di passare 2 ore in bagno ogni mattina prima di andare al lavoro.

Ho riportato qui due storie diverse ma simili per lo spunto che mi hanno fornito generando un’analisi personale della mia condizione.
Una delle domande che mi faccio più spesso da quando sono stato diagnosticato è proprio relativa all’aver ricevuto una diagnosi in età decisamente adulta. Mi chiedo quindi due cose: come sarebbe stata la mia vita se fossi stato diagnosticato in età infantile o adolescenziale, e come sia la vita di coloro i quali, oggi adulti, siano stati diagnosticati in età infantile o adolescenziale.
Ciò che intendo dire è che chi oggi venga diagnosticato a 6 anni, per esempio, avrà una serie di linee guida per poter affrontare determinate situazioni e cercare di superare determinate difficoltà. Io ho dovuto fare tutto da solo. Mi sono affidato all’intelligenza, all’imitazione e all’osservazione. Non che sia stato facile, questo non potrei mai dirlo…però sono riuscito ad arrivare alla mia età senza fare casini irreparabili ma, sicuramente, avendo incontrato persone che si sono approfittate di me e della mia “innocenza” (vi chiedo scusa ma non trovavo parola più consona). Oggi vivo un vita serena e normale? Chiarendo subito che nessuno oggi, per la situazione attuale, vive una vita serena o normale, io non la vivevo nemmeno prima: soffro d’ansia, mi preoccupo per tutto, dormo poco, mangio sempre le stesse cose (o quasi), ho pensieri suicidi, soffro di depressione, ho l’ADHD che va e che viene, capisco le persone ma non capisco i loro stati d’animo e comportamenti, più un’altra serie di simpatici elementi che non sto ad elencare.
La seconda storia, invece, mi ha colpito per il concetto di egosintonia. Da sempre, e in questo Blog lo avete letto diverse volte, sostengo che il più grande problema delle persone, autistiche o no, sia l’egosintonia che porta a non vedere nulla di male nel proprio comportamento. Passi 2 ore in bagno tutte le mattine e tocchi tutti gli oggetti che vedi? Non è una cosa comune o, se vogliamo definirla con una parola distorta, normale. Però per te che lo fai è normalissimo, non c’è niente di male. E se non ci credete posso dirvi che un’amica ha fatto leggere il mio libro ad un suo ex che, basandomi sui suoi racconti, ha moltissimi tratti dell’autismo. Lui lo ha letto e le ha detto: “cavoli, mi dispiace per questo tuo amico!”. Perché pur facendo lui moltissime delle cose che faccio anche io non le vede. Per lui sono normali. Potrei inoltre farvi un breve elenco di persone che incontro o con le quali mi interfaccio quotidianamente, che se facessero un percorso di diagnosi risulterebbero quasi sicuramente autistici…e sono gli stessi che evidenziano e parlano degli atteggiamenti degli autistici, che sono poi gli stessi che hanno loro, come comportamenti strani.
Egosintonia: sicuramente tra gli elementi che fanno parte degli esseri umani e ne impediscono l’evoluzione, l’autonalisi e i cambiamenti.

Se avete Netflix recuperate le due interviste che, oltre a quanto da me riportato, sono molto piacevoli, interessanti e anche divertenti.


On May 31, 2019 David Letterman interviewed Kanye West during an episode of his show “My next guest needs no introduction” on Netflix.
Kanye West, 43, is a rapper, singer and producer also known for being Kim Kardashian’s husband.
In 2018, Kanye West said he was bipolar. He hasn’t said he’s been diagnosed, but considering who we’re talking about and the access to resources he may have, it’s hard to doubt that he diagnosed himself.
At the time of the interview with Letterman, West had been aware of his disorder for 8 months and during the conversation he says something like: “It’s only been 8 months that I know and my life is taking a completely different turn. I can’t even imagine what life could have been like for those who have always known it “.

On May 31, 2018, exactly one year earlier, also during Letterman’s program, the interviewee was Howard Stern.
Stern, 66, is a very famous person in the USA for his irreverence, for his not being politically correct and for a series of “scandals” generated over the years. The activity for which he is most famous is that of radio DJ. During the interview, Stern, said that he had discovered, a few years before, that he has an obsessive-compulsive disorder and that he had considered, absolutely normal the fact of touching things (as Detective Monk does in the show) or to spend 2 hours in the bathroom every morning before going to work.

I have reported here two different but similar stories for the inspiration they provided me by generating a personal analysis of my condition.
One of the questions I ask myself most often since I was diagnosed is related to having received a diagnosis at a very adult age. So I ask myself: what my life would have been like if I had been diagnosed in childhood or adolescence, and what the life is like for those who, today adults, were diagnosed in childhood or adolescence.
What I mean is that whoever is diagnosed at 6 years of age today, for example, will have a set of guidelines to be able to face certain situations and try to overcome certain difficulties. I had to do it all by myself. I have relied on intelligence, imitation and observation. Not that it was easy, I could never say this … but I managed to get to my age without causing irreparable trouble but, certainly, having met people who took advantage of me and my “innocence” (I apologize but I could not find a more appropriate word). Do I live a peaceful and normal life today? No one today, due to the current situation, lives a peaceful or normal life, I didn’t even live it before: I suffer from anxiety, I worry about everything, I sleep a few hours, I always eat the same things (or almost), I have suicidal thoughts, I suffer from depression, I have ADHD that comes and goes, I understand people but I don’t understand their moods and feelings, plus another series of nice elements that I am not going to list.
The second story, on the other hand, struck me for the concept of egosynthony. Always, and in this blog you have read it several times, I argue that the biggest problem of people, autistic or not, is the self-tuning that leads to not seeing anything wrong in their behavior. Do you spend 2 hours in the bathroom every morning and touch all the objects you see? It is not a common thing or, if we want to define it with a distorted word, normal. But for you that you do it is perfectly normal, there is nothing wrong with it. And if you don’t believe it, I can tell you that a friend had an ex of hers read my book who, based on her stories, has a lot of autism traits. He read it and said: “man, I’m sorry for this friend of yours!”. Because even though he does many of the things I do, he doesn’t see them too. They are normal for him. I could also make you a short list of people I meet or with whom I interact on a daily basis, who if they did a diagnostic path would almost certainly be autistic … and they are the same ones who highlight and talk about the attitudes of autistics, that are the same they have, like strange behaviors.
Egosynthony: certainly among the elements that are part of human beings and prevent their evolution, self-analysis and changes.

If you have Netflix, retrieve the two interviews which, in addition to what I have reported, are very pleasant, interesting and even funny.

Published inB.L.O.G.

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