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Accuse on-line / On-line allegations

Tempo di lettura / Reading Time 7 min.

Ogni volta che una persona si espone sui Social Network(s), mostrando o meno la faccia, riceve presto o tardi le accuse degli altri utenti, e in particolar modo di quelli che, più o meno, si occupano dello stesso argomento.
E’ successo anche a me, e mi è successo, ovviamente, dopo aver scritto un post nel quale criticavo l’atteggiamento di alcuni utenti…e a dire il vero non solo l’atteggiamento ma anche l’approccio all’argomento, le generalizzazioni, il concentrarsi sull’uso delle parole e sottolineando il fatto che, a parte rarissimi casi, nessuno di quelli che ho viso fino ad ora hanno mai fatto nulla di concreto nella realtà pratica delle cose per cambiare lo status quo nei confronti dell’autismo.
Vorrei, brevemente, dare una risposta in merito alle accuse che mi sono state mosse, una ad una.
Faccio un elenco (adoro gli elenchi).

1. “Sei un narcisista alla ricerca di conferme”.
Come narcisista direi che sono nella media e questa media la esercito nella vita reale. Non mi eccito per un “mi piace”, un cuore o un commento positivo. Mi fanno piacere, ovvio, ma non vivo per questo. Tra l’altro sono talmente narcisista che scrivo cose spesso scomode che, in pochissimo tempo, mi hanno fatto perdere followers.

2. “Sei alla ricerca di visibilità per fare soldi”.
Questa è in assoluto quella che mi piace di più. Ho 49 anni, un lavoro che mi consente di vivere in maniera più che agiata e, tra le caratteristiche del mio essere autistico c’è il totale disinteresse nei confronti del denaro, tanto è vero che ho scritto un libro e l’ho pubblicato e stampato a mie spese, lasciandolo a disposizione per il free download.

2b. “Vuoi guadagnare con il tuo autismo”.
A 49 anni se pensassi di usare il mio autismo per guadagnare dei soldi sarei veramente ridotto malissimo. Mi chiedo anche come si possa pensare di fare dei soldi con il proprio autismo. Siamo tutti talmente diversi tra di noi che non potrei mai dare consigli ad un altro autistico, perché ciò che funziona per me non è detto che funzioni per altri. Non potrei nemmeno mai pensare di sponsorizzare una di quelle APP che si trovano di tanto in tanto pubblicizzate su qualche profilo…qualcosa come: “Sei autistico? Nessun problema! Installa la app che ti insegna a fare in modo che nessuno se ne accorga.”

3. “Non sei veramente autistico”.
Se non fossi veramente autistico, con tanto di diagnosi, secondo voi mi fingerei tale? Al limite potrei fingere di essere milionario, fare una vita piena di lusso e diventare influencer. Non è che essere autistico ti renda popolare. Chiedetelo agli studenti come renda popolare essere autistici.

4. “Commenti i miei post per invidia”.
L’invidia per i posts? Io se un post è scritto bene e ha un contenuto interessante lo scrivo. Allo stesso modo scrivo se non sono d’accordo. Non è invidia: è spirito critico.

5. “Vuoi distruggere tutto ciò che la comunità autistica ha costruito”
A parte il fatto che, secondo me, la comunità autistica non ha costruito proprio nulla…e poi non ho mica deliri di onnipotenza, soprattutto nei confronti di una NON istituzione che non esiste e che, con le sue parole, non ha cambiato lo status quo di una virgola, semplicemente perché non è insistendo sull’uso delle parole corrette che si cambiano le cose. Lo dimostra il fatto che l’uso del * come non identificativo del genere, per fare un esempio, non impedisce minimamente che ci siano delle discriminazioni.

6. “Nei tuoi post crei separazioni e diffondi odio”
Io non cerco di creare delle separazioni, ma critico chi parla a nome di un gruppo includendo anche me, critico chi usa frasi come “noi autistici” o “gli autistici”, critico chi di un articolo che è stato scritto (da me o non da me) per affrontare un tema magari difficile in modo approfondito riesca a commentare scrivendo solamente che “non si dice affetto da autismo”, sentendosi intelligente e pensando di aver fatto qualcosa di utile. Sul diffondere odio poi siamo veramente al paradosso. Io non odio nessuno e credo di non essere mai stato in grado di odiare qualcuno, meno che mai qualcuno che non conosco, non mi ha fatto nulla e non è altro che un profilo su un Social Network.

L’unica cosa vera di cui nessuno mi accusa mai è quella di essere un provocatore.
Lo sono da sempre.
E lo sono perché scatenare una reazione è il mio modo per capire il pensiero altrui.
Non sono un troll, mi piace solo sondare quanto reale sia la convinzione di chi scrive o dice qualcosa…e chiedo sempre che i pensieri altrui mi vengano spiegati, perché non mi accontento di una frase ad effetto buttata lì in un post senza capire i motivi che l’hanno generata.
Sono per il confronto civile sempre e sono convinto che chi non accetta un confronto, chi non è pronto ad aprire un dibattito pecchi di convinzione…ma online questo è un classico: è sufficiente pensare a quanti ri-postano cose scritte da altri e quando gli fai notare che sono balle ti rispondono “ah sì? non ho controllato!”


Whenever a person exposes him/herself on Social Network(s), showing his/her face or not, sooner or later he/she gets accused by other users, and especially by those who, more or less, deal with the same topic.
It happened to me too, and it happened to me, of course, after writing a post in which I criticized the attitude of some users…and to tell the truth not only the attitude but also the approach to the topic, the generalizations, focusing on the use of words and underlining the fact that, apart from very rare cases, none of those I have found online so far have ever really done anything to change the status quo towards autism .
I would like, briefly, to give an answer regarding the accusations that have been made to me, one by one.
I make a list (I love lists).

1. “You are a narcissist looking for confirmation”.
As a narcissist I would say that I am average and I exercise this average in real life. I don’t get excited about a “like”, heart, or positive comment. I’m happy, of course, but I don’t live for it. Among other things, I am so narcissistic that I often write uncomfortable things that, in a very short time, made me lose followers.

2. “You are looking for visibility to make money”.
This is by far the one I like the most. I am 49 years old, I have a job that allows me to live in a more than comfortable way and, among the characteristics of my autistic being there is the total lack of interest in money, so much so that I wrote a book and published it and printed at my expense, leaving it available for free download.

2b. “You want to make money with your autism”.
At 49, if I thought I was using my autism to make some money, I would really be a total looser. I also wonder how anyone can think of making money with their autism. We are all so different from each other that I could never give advice to another autistic, because what works for me doesn’t necessarily work for others. I could never even think of sponsoring one of those APPs that are occasionally found advertised on some profile … something like: “Are you autistic? No problem! Install the app that teaches you how to make sure that nobody notices it . ”

3. “You are not really autistic”.
If I weren’t really autistic, with a lot of diagnosis, do you think I would pretend to be one? Maybe I might pretend to be a millionaire, lead a life full of luxury and become an influencer. It’s not like being autistic makes you popular. Ask students how it being autistic makes them popular.

4. “You comment my posts out of envy”.
Envy for posts? If a post is well written and has interesting content, I’ll write it. Likewise I’ll write if I disagree. It is not envy: it is critical spirit.

5. “You want to destroy everything the autistic community has built”
Apart from the fact that, in my opinion, the autistic community has not built anything … and then I have no delusions of omnipotence, especially towards a NON-institution that does not exist and that, with his words, has not changed the status quo a bit, simply because it is not by insisting on the use of correct words that will change things. This has been shown (as a recent trend) by the fact that the use of “*” to not identify the gender, to give an example, has not prevented people to be discriminated.

6. “In your posts you create separation and spread hatred”
I do not try to create separations, but I criticize those who speak on behalf of a group including me, I criticize those who use phrases like “we autistic” or “the autistics”, I criticize who reads an article that has been written (by me or not from me) to tackle a perhaps difficult topic in depth and the only thing he/she can write is that “you do not sayto be affected by autism”, ad this is a sign of intelligence, thinking they have done something useful. On spreading hatred then we are truly at the paradox. I don’t hate anyone and I don’t think I’ve ever been able to hate anyone, least of all someone I don’t know and hasn’t done anything to me and is nothing more than a profile on a Social Network.

The only real thing that nobody ever accuses me of is that of being a provocateur.
I have always been.
And I am because triggering a reaction is my way of understanding other people’s thinking.
I am not a troll, I just like to test how real the belief of whoever writes or says something is … and I always ask that the thoughts of others get explained to me, because I am not satisfied with a sentence thrown there in a post without understanding the cause that generated it.
I am always in favor of civil confrontation and I am convinced that those who do not accept a comparison, those who are not ready to open a debate lack of conviction…but online this is a classic: just think of how many users re-post things written by others and when you point out that they are lies they answer “really? I didn’t check!”

Published inB.L.O.G.

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