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Limiti / Thresholds

Tempo di lettura / Reading Time 4 min.

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Qualche settimana fa ho scritto un post sull’utilizzo dell’autismo per far ridere.
Da questo post è nata una riflessione che mi ha portato a voler scrivere una serie di post legata ai limiti, sempre che ne esistano, relativi ad argomenti sui quali si possa o meno scherzare.
George Carlin, un maestro della stand-up comedy americana, in un suo video sostiene che si possa scherzare su tutto, e che è tutta una questione di contesto ed esagerazione.

Pur essendo un video vecchio, in cui si parla di stupro esagerando la situazione, sono d’accordo con le parole di Carlin.
Dall’altra parte, però, oggi la censura non consente di utilizzare certe parole. Una volta queste erano quasi totalmente legate alla sfera sessuale. E lo spiega bene, sempre Carlin, in un suo vecchio video.

Le parole, però, insegna Lenny Bruce, non hanno peso a meno che non questo non gli venga attribuito dalla società, dal potere e dalla censura.

Lo stesso concetto lo espone al protagonista di Nymphomaniac di Lars Von Trier.

Quindi, ovviamente, trovandomi d’accordo con quanto sopra esposto penso, totalmente, che nessuna parola è offensiva e la censura delle parole è errata.
Arrivati fino a qui non si potrebbe pensare nulla di diverso dal fatto che io ritenga che usare l’autismo per fare ridere mi possa anche stare bene.
Invece, ridere dell’autismo è tutt’altra cosa perché significa sfottere qualcuno, puntando il dito, facendo leva sulle sue “debolezze”.
Per questo motivo non rido dei video dei Griffin, che ho già pubblicato e ripropongo.

 

Invece rido di questo video di Ricky Gervais.

Allo stesso modo, pur non condividendo tutto ciò che fa, riconosco il talento di Frankie Boyle nella capacità di artista black-humour ma devo ammettere che non mi diverte ma mi colpisce perché fa leva sugli istinti più bassi di chi lo ascolta. Esercita la sua libertà di parola e di opinione come nessun altro e, chiaramente, essendo la nostra società fatta a strati, c’è sempre uno strato che dice “no a qualsiasi cosa”. Frankie Boyle non piace a tutti, esattamente come Jimmy Carr. Bisogna comunque considerare che sono stand up comedian molto locali e la comicità di un paese esportata in un altro paese, raramente funziona.

Per concludere, secondo me, tornando all’inizio, ciò che diceva George Carlin è corretto “si può scherzare su tutto” ma è importante che venga fatto in modo intelligente e senza cattiveria gratuita.


A few weeks ago I wrote a post on using autism to make people laugh.
From this post a reflection was born that led me to want to write this related to the limits, as long as they exist, relating to topics on which you can joke or not.
George Carlin, a master of the American stand-up comedy, in his video claims that you can joke about everything, and that it’s all about context and exaggeration.

Despite being an old video, in which he talked about rape exaggerating the situation, I agree with Carlin’s words.
On the other hand, however, censorship today does not allow certain words to be used. Once these were almost totally related to the sexual sphere. And he explains it well, always Carlin, in his old video.

Words, however, Lenny Bruce teaches, have no weight unless this is attributed to them by society, power and censorship. (from the movie Lenny – Dustin Hoffman)

The same concept exposes it to the protagonist of Lars Von Trier’s Nymphomaniac.

So obviously, I agree with the above, I think, totally, that no word is offensive and the censorship of the words is wrong.
I believe that using autism to make people laugh can also be ok.
Instead, laughing at autism is a different ballpark because it means teasing someone, pointing the finger, leveraging his “weaknesses”.
For this reason I do not laugh at the Griffin videos, which I have already published.

Instead I laugh at this video by Ricky Gervais.

The same way, although I do not like everything he does, I recognise Frankie Boyle’s talent to be a black-humor artist but I must admit that he does not amuse me but hits me because he leverages the lowest instincts of the listener. It exercises its freedom of speech and opinion like no other and, clearly, our society being layered, there is always a layer that says “no to anything”. Not everyone likes Frankie Boyle, just like Jimmy Carr.
However, we must consider that they are very local stand up comedians and the comedy of one country exported to another country rarely works.

In the end, in my opinion, going back to the beginning, what George Carlin said is correct “you can joke about everything”, but it is important that it is done with intelligence and without being freely bad.

Published inB.L.O.G.