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Sally and Ann

Tempo di lettura / Reading Time 5 min.

Ho tradotto il breve “articolo” che trovate in questo post.
È tratto dal libro Asperger Syndrome: A Practical Guide for Teachers, Second Edition di Val Cumine.
Mi è sembrato interessante perché con un esercizio/test riesce a spiegare, in modo semplice, uno dei tanti funzionamenti “diversi” della mente Asperger.
Spero lo troverete interessante.

“Un’abilità che tutti noi sembriamo avere, che è così comune da essere sfuggita a un’indagine specifica fino a tempi relativamente recenti, è la capacità di pensare al pensiero di altre persone e, inoltre, di pensare a ciò che pensano del nostro pensiero e, ancor più, di pensare a cosa pensano che pensiamo del loro modo di pensare, e così via. Questa capacità è alla base della nostra interazione con gli altri, crea la nostra comprensione del comportamento degli altri e influenza le nostre azioni verso gli altri.
In termini psicologici, questa è descritta come la capacità di comprendere che altre persone abbiano degli stati mentali (cioè intenzioni, bisogni, desideri e credenze) che possono essere diversi dai nostri. Il termine dato a questa capacità è “Teoria della mente”.
Nel 1985, un gruppo di psicologi della ricerca (Baron-Cohen, Leslie e Frith) ipotizzò che alle persone con autismo mancasse la “Teoria della mente”. Nel 1990, Simon Baron-Cohen ha continuato a descriverlo come una forma di “cecità mentale”. È stato ipotizzato che questo deficit cognitivo di base nell’autismo limiti i bambini a un percorso deviante di sviluppo e che questo, a sua volta, dia origine a comportamenti superficiali complessi.
L’esperimento pensato per rivelare i deficit caratteristici della Teoria della Mente nell’autismo è ora abbastanza conosciuto ed è noto come “Il test di Sally / Anne”. È stato progettato da Baron-Cohen nel 1985 per dimostrare che i bambini con autismo non hanno la capacità di prevedere le azioni e di capire ciò in cui credere.

L’esperimento è stato condotto:
– con bambini con autismo con età mentale superiore a quattro anni;
– con un gruppo di controllo di bambini con sindrome di Down che avevano un’età mentale superiore a quattro anni;
– con bambini di quattro anni in via di sviluppo.

Nel test Sally / Anne, Sally e Anne sono due bambole. Sally ha un cestino e Anne ha una scatola. Nella storia, che viene recitata davanti al bambino, Sally mette una biglia nel suo cestino mentre Anne sta guardando. Quindi Sally va a fare una passeggiata. Mentre è via, Anne mette la biglia di Sally nella sua scatola. Sally ritorna dalla sua passeggiata e vuole giocare con la sua biglia. Al bambino/bambina viene quindi chiesto: “Dove cercherà la sua biglia Sally?”. La risposta corretta è “Nel cestino”, perché è lì che Sally ha lasciato la biglia e dove crede che sia ancora. I bambini con autismo rispondono che Sally cercherà “Nella scatola” perché è lì che si trova effettivamente la biglia – anche se Sally non ha visto Anne prenderla dal cestino e metterla nella scatola. Questo contrasta con i bambini nei gruppi di controllo che invece danno la risposta corretta.
Sono stati condotti molti altri esperimenti per esaminare quest’area di funzionamento.
Ciò dimostra che mentre la maggior parte dei bambini piccoli può superare questo tipo di test entro i quattro anni, anche i bambini più capaci nello spettro autistico non riescono a gestirlo fino a un’età successiva. Uta Frith (1991) ha testato 50 bambini nello spettro autistico e ha scoperto che nessun bambino con un’età anagrafica inferiore a 11 anni e un’età mentale inferiore a cinque anni, ha superato i test di Teoria della Mente.
Nei bambini con sindrome di Asperger, la Teoria della mente costituisce ancora un’area di difficoltà. I bambini più capaci arrivano comunque a comprendere, anche se in una fase molto più avanzata rispetto ai bambini in via di sviluppo. Happé e Frith (1995) suggeriscono che ciò avvenga tra i nove e i 14 anni, in contrasto con i quattro anni nel normale sviluppo.


I found this “article” in the book Asperger Syndrome: A Practical Guide for Teachers, Second Edition by Val Cumine.
I found it very interesting because it uses a test to explain, in a simple way, one of the many “different” ways the Asperger’s brain works.
I hope you’ll find it interesting too.

“An ability we all appear to have, which is so commonplace as to have escaped specific investigation until relatively recently, is the ability to think about other people’s thinking and, further, to think about what they think about our thinking and, even further, to think about what they think we think about their thinking, and so on. This ability underlies much of our interaction with others, informing our understanding of others’ behaviour and influencing our actions towards others.
In psychological terms, this is described as the ability to appreciate that other people have mental states (i.e. intentions, needs, desires and beliefs) which may be different from our own. The term given to this ability is ‘Theory of Mind’.
In 1985, a group of research psychologists (Baron-Cohen, Leslie and Frith) proposed that people with autism lack a ‘Theory of Mind’. In 1990, Simon Baron-Cohen went on to describe this as a form of ‘Mindblindness’. It was suggested that this basic cognitive deficit in autism constrains children to a deviant path of development and that this, in turn, gives rise to complex surface behaviours.
The experiment designed to reveal the characteristic deficits of Theory of Mind in autism is now quite famous and is known as ‘The Sally/Anne test’. It was designed by Baron-Cohen in 1985 to test the prediction that children with autism lack the ability to understand beliefs.

The experiment was carried out:
– with children with autism with mental ages above four years;
– with a control group of children with Down syndrome who also had mental ages above four years;
– with normally developing four-year-old children.

In the Sally/Anne test, Sally and Anne are two dolls. Sally has a basket and Anne has a box. In the story, which is acted out in front of the child, Sally puts a marble into her basket while Anne is watching. She then leaves to go for a walk. While she is away, Anne puts Sally’s marble into her own box. Sally returns from her walk and wants to play with her marble. The child subject is then asked, ‘Where will Sally look for her marble?’. The correct answer is ‘In her basket’, for that is where Sally left her marble and where she believes it still is. Children with autism answer that Sally will look ‘In the box’ because that is where the marble actually is – even though Sally has not seen Anne take it from the basket and place it in the box. This contrasts with the children in the control groups who give the correct answer.
Many further experiments have been carried out in order to examine this area of functioning. The evidence is that whereas most young children can pass this sort of test by the age of four years, even the more able children on the autism spectrum do not master the task until a later age. Uta Frith (1991) tested 50 able children on the autism spectrum and found that no child passed Theory of Mind tasks with a chronological age of under 11 years and a mental age of under five years.
In children with Asperger syndrome, Theory of Mind still constitutes an area of difficulty. The more able children do come to an understanding, although at a much later stage than in the normally developing child. Happé and Frith (1995) suggest that this happens between the ages of nine and 14 years, in contrast to four years in normal development.”

Published inB.L.O.G.

One Comment

  1. Silvia B Silvia B

    Molto chiaro
    Grazie

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