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Atypical

Tempo di lettura / Reading Time 4 min.

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La quantità di serie tv disponibili negli ultimi anni, diciamo dal successo di Lost, è aumentata esponenzialmente.
Ovviamente, come sempre accade, quando l’offerta cresce in modo così rapido, non tutto ciò che viene prodotto merita di essere visto.
Tra tutte queste, o meglio tra tutte quelle che ho guardato io, devo ammettere che Atypical risulta quella, se non l’unica, che affronta la tematica dell’autismo nel modo migliore.
Non voglio essere frainteso: Atypical è molto lontano dall’essere perfetta o perfettamente scritta, però ha il merito di non nascondersi dietro l’ipocrisia di una serie come The Big Bang Theory che ha usato l’autismo, senza mai dichiararlo, per far ridere le persone.
Atypical segue le “avventure” dell’adolescente Sam, autistico, e della sua famiglia.
Sam presenta, in modo inequivocabile, alcune delle caratteristiche tipiche dell’autismo ad alto funzionamento:

– un interesse fisso
– difficoltà sociali
– momenti di sconforto
– meltdown
– mutismo selettivo
– difficoltà nel comprendere il Mondo che lo circonda
– sincerità estrema
– incomprensione dei modi di dire

Come tutti gli autistici ad alto funzionamento, anche Sam vorrebbe riuscire ad inserirsi in quel Mondo che vede e che non capisce. Per riuscirsi osserva i comportamenti degli altri e ne ascolta i consigli, non sempre corretti.
Fino a qui tutto bene. Dove Atypical “fallisce” è nella rapida progressione dei miglioramenti di Sam che, in 3 stagioni, riesce a superare difficoltà che spesso per un autistico rimangono tali per tutta la vita.
Questo limite, probabilmente conseguenza del desiderio degli autori di trasmettere speranza e non far durare la serie tv un tempo spropositato, non mi porta a giudicare la serie tv in modo negativo.
Al contrario spero si possano vedere più serie Tv che abbiano il coraggio di parlare di autismo senza nascondersi dietro a un dito o coprire tutto con una risata.
Per le prime 3 stagioni Atypical si è dimostrata ben scritta, con personaggi sui quali è stato fatto un ottimo lavoro di “costruzione” con una particolare attenzione alla sorella di Sam, neurotipica sessualmente e sentimentalmente alla ricerca di se stessa.
In Atypical, almeno per ora, manca tutta la narrazione della vita di Sam prima che fosse il Sam che vediamo noi. Mancano le difficoltà iniziali, il senso di frustrazione della famiglia (che viene affrontato un paio di volte a parole regalando momenti di forte emotività) e l’inserimento di Sam nel mondo dei bambini NT.
Nonostante numerosi difetti ritengo che Atypical abbia molti più pregi.
La seguo dal primo episodio e la seguirò ancora utilizzando vari filtri, senza essere sempre alla ricerca dei difetti solo per esprimere un giudizio negativo, come ho letto in vari post scritti in rete.
Spero che Atypical apra una strada, ispirando gli autori a creare altre serie tv sul tema, e che avvicini le persone all’autismo stimolando i loro interesse nei nostri confronti.


The amount of TV series available in recent years, since the success of Lost, has increased exponentially.
Obviously, as always happens, when the offer grows so rapidly, not everything that is produced deserves to be seen.
Among all these, or rather among all those that I have looked at, I must admit that Atypical is the one, if not the only one, that addresses the issue of autism in the best way.
I don’t want to be misunderstood: Atypical is very far from perfect or perfectly written, but it has the merit of not hiding behind the hypocrisy of a series like The Big Bang Theory that used autism, without ever declaring it, to make people laugh.
Atypical follows the “adventures” of teenage Sam, autistic, and his family.
Sam unequivocally presents some of the typical characteristics of high functioning autism:

– a fixed interest
– social difficulties
– moments of despair
– meltdown
– selective mutism
– difficulty in understanding the world around him
– extreme sincerity
– misunderstanding of idioms

Like all high functioning autistic people, Sam would also like to be able to insert himself into that world he sees and does not understand. To succeed, he observes the behavior of others and listen to their advice, which is not always the right one.
So far so good.
Where Atypical “fails” is in the rapid progression of Sam’s improvements which, in 3 seasons, manages to overcome difficulties that often for an autistic person remain so throughout their lives.
This limit, probably a consequence of the authors’ desire to transmit hope and not make the TV series last for too long, does not lead me to judge the TV series in a  negative way.
On the contrary, I hope we can see more TV series brave enough to talk about autism without hiding behind a finger or covering everything with laughter.
For the first 3 seasons Atypical proved to be well written, with characters on which an excellent “construction” work was done with a particular attention to Sam’s sister, neurotypically sexually and sentimentally looking for herself.
Atypical, at least for now, is missing all the narration of Sam’s life before he was the Sam we see. The initial difficulties are lacking, the sense of frustration of the family (which is dealt with a couple of times in words giving moments of strong emotion) and the insertion of Sam in the world of NT children.
Despite numerous defects I believe that Atypical has many more merits.
I have followed it from the first episode and I will still follow it using various filters, without always being in search of defects only to express a negative opinion, as I read in various posts written on the net.
I hope that Atypical opens a path, inspiring the authors to create other TV series on the topic, and that it brings people closer to autism by stimulating their interest in us.

 

Published inB.L.O.G.