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specchio / mirror

Tempo di lettura / Reading Time 4 min.

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Analizzando i miei comportamenti e le loro numerose variazioni mi sono reso conto che alcuni di questi si reiterano maggiormente di altri.
Uno di questi ho deciso di definirlo: comportamento a specchio.
Provo a spiegare in che cosa consiste.
Quando mi trovo a parlare con qualcuno, uomo o donna che sia, può capitare che la persona con cui parlo dica qualcosa di positivo su di me. Questo può verificarsi sia di persona che telefonicamente.
Devo dire che succede abbastanza spesso e questo mi fa molto piacere.
Nel momento in cui ricevo quello che gli NT definiscono “un complimento”, il mio cervello non sa mai come reagire e non manda impulsi di alcun tipo.
Se devo essere sincero provo anche una forte sensazione di disagio che mi fa desiderare di sparire seduta stante.
Ovviamente, non avendo 3 anni, non posso scappare di corsa come facevo molti anni fa quando qualcuno esprimeva un giudizio positivo nei miei confronti…e faccio l’unica cosa che riesco a fare: rispondo con un complimento.
È una sorta di automatismo che si mette in atto senza che io possa controllarlo.
A volte mi limito a rispondere con “anche tu”, oppure specificando cosa io apprezzi di chi ho davanti.
Perché faccio così?
Perché non ho idea di come ci si debba comportare quando qualcuno mi fa un complimento.
Non so come devo rispondere di fronte ad un apprezzamento sulla mia persona.
In una situazione come questa, come anche in altre, il mio cervello entra nella fase specchio e restituisco ciò che ho ricevuto.
Di converso, invece, so benissimo come mi devo comportare quando qualcuno mi critica o mi offende.
In questo caso molto dipende da chi sia di fronte a me in quel momento.
Questo ha molto a che fare con l’importanza e l’intelligenza che io riconosco in chi mi critica o mi offende: maggiore è la mia considerazione e maggiore sarà il mio impegno nel riuscire ad avere una discussione civile senza rispondere alle offese con le offese.
Credo sia anche per questo motivo che ho sempre, in un modo strano, preferito le critiche ai complimenti, perché la mia capacità di gestirle gli attribuisca maggiore sincerità.
Questa capacità di gestione delle critiche, e delle discussioni critiche nei miei confronti, l’ho sviluppata dopo la diagnosi che mi ha fornito una nuova consapevolezza.
Una consapevolezza che mi aiuta a far tacere la naturale permalosità che accomuna molti Asperger e che, nella maggior parte dei casi, è generata dalla difficile comprensione di ciò che mi viene detto.


Analyzing my behaviors and their many variations, I found out that some of them reiterate more than others.
I decided to define one of them as the mirror behaviour.
I’ll try to explain what it means.
When I find myself talking to someone, man or woman, it can happen that the person I talk to says something positive about me. This can happen in person or over the phone.
I must say that it happens quite often and this makes me happy.
The moment I receive what the NT calls “a compliment”, my brain never knows how to react and does not send impulses of any kind.
If I have to be honest I also feel a strong feeling of discomfort that makes me want to disappear immediately.
Obviously, not being 3 years old, I can’t run away like I did many years ago when someone expressed a positive opinion towards me … and I do the only thing I can do: I answer with a compliment.
It is a sort of automatism that takes place without my being able to control it.
Sometimes I just reply with “you too”, or by specifying what I appreciate about whom I have before me.
Why am I doing this?
Because I have no idea how to behave when someone compliments me.
I don’t know how I should respond to an appreciation of myself.
In a situation like this, as in others, my brain enters the mirror phase and I return what I have received.
Conversely, however, I know very well how I should behave when someone criticizes or offends me.
In this case a lot depends on who is in front of me at that moment.
This has a lot to do with the importance and intelligence that I recognize in those who criticize or offend me: the greater my consideration, the greater my commitment in being able to have a civil discussion without responding to the offenses with the offenses .
I think it is also for this reason that I have always, in a strange way, preferred criticisms of compliments, because my ability to manage them gives him greater sincerity.
This ability to handle criticism, and critical discussions of me, I developed after the diagnosis that provided me with a new awareness.
An awareness that helps me to silence the natural touchiness shared by many Aspergers and that, in most cases, is generated by the difficult understanding of what I am told.

Published inB.L.O.G.