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confini / boundaries

Tempo di lettura / Reading Time 4 min.

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Un atteggiamento che accomuna molti Asperger, e che trova assoluto riscontro in me, è l’incapacità di stabilire dei confini.
La mia totale ignoranza nei confronti di determinati comportamenti sociali mi porta ad essere aperto verso tutti, lasciando entrare nella mia vita persone che abbiano nei miei confronti un interesse per convenienza o, altre volte, persone che abbiano un tipo di interesse fisico/sessuale (ovviamente senza accorgermene.
Ho letto testimonianze di persone che hanno frequentato uno o più Asperger, e quando questi ultimo gli hanno presentato i loro amici, i primi si sono accorti che quelle persone, definite amici, amici non erano, ma erano lì per una convenienza di tipo economico.
Per una persona Asperger come me, non è facile avere al consapevolezza di come io effettivamente sia: simpatico, antipatico, piacevole, insopportabile, ecc. quindi l’amicizia degli altri è anche un modo per trovare un riscontro di me attraverso gli altri.
C’è poi l’incapacità di dire di no che è la conseguenza di una domanda che, per me, è quasi sempre senza risposta, questa:
“Posso dire no senza risultare cattivo o maleducato?”
Non sapendo rispondere a questa domanda, nel dubbio, tendo a rispondere positivamente a quasi tutte le richieste che mi vengono fatte.
Potete capire che questo tipo di modello comportamentale può causare qualche problema. Soprattutto perché in giro ci sono persone che tendono ad approfittarsi della situazione e, come si dice usando una metafora “se gli dai un dito si prendono un braccio”.
Avere una persona accanto da 5 anni, e aver ricevuto una completa diagnosi mi ha aiutato ad essere in qualche modo “protetto” dal rischio di incapare in qualcuno che possa approfittarsi del mio modo di fare.
Nonostante questo, rispondere negativamente ad una richiesta, ancora oggi, pur generando in me un momento di orgoglio per aver avuto un comportamento consono alla situazione, mi provoca un senso di “errore” perché non sono mai convinto di aver fatto la scelta giusta negando l’aiuto a qualcuno…ma mi rendo conto che ci siano persone che non sanno regolarsi e che invadono il mio spazio senza limiti di tempo o di circostanze.
Imparare a stabilire dei confini, dei limiti oltre i quali non andare è una delle cose sulle quali sto lavorando di più.
Non è un processo breve né semplice, ma qualche miglioramento sono riuscito ad ottenerlo, e ne sono orgoglioso.


One of the behavior common to many Aspergers, and me too, is not being able to set boundaries.
My total ignorance of certain social behaviors leads me to be open to everyone, letting in people who have an interest in convenience towards me or, at other times, people who have a type of physical / sexual interest being part of my life without knowing it.
I have read of people who have been in touch with one or more Aspergers, and when the latter introduced them to their friends, the former realized that those people, defined as friends, were not friends, but were there for an economic convenience.
For an Asperger person like me, it is not easy to have an awareness of how I actually am: nice, unpleasant, nice to be with, a pain in the ass, etc. therefore friendship  is also a way to find a feedback about me through others.
Then there is the inability to say no, which is the consequence of a question which, for me, is almost always unanswered:
“Can I say no without being bad or rude?”
Not knowing how to answer this question, in doubt, I tend to answer yes to almost all the requests that I get.
You can easily understand that this kind of behavior can cause many problems.
Especially because there are people around who tend to take advantage of the situation and, as they say using a metaphor “if you give them a finger they take an arm”.
Having a person close to me for 5 years, and having received a complete diagnosis has helped me to be somehow “protected” from the risk of hitting someone who can take advantage of my way of doing things.
Despite this, answer no to a request, even today, even if it gives me a moment of pride for having behaved in a way that is appropriate to the situation, causes me a sense of “error”, because I am never convinced that I made the right choice by not helping someone … but I understand that there are people who can’t control themselves and can invade my space without limits of time or circumstances.
Learning to set boundaries, limits beyond which not to go, is one of the things I am working on the most.
It is not a short or simple process, but got some good results, and I am proud of it.

Published inB.L.O.G.

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